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Lee Konitz interview – Intervista a Lee Konitz (double interview)

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lee_konitz.jpgLee Konitz interview

Lee Konitz a piece of jazz history

Tuesday, 19th January 2010 – David Franchi

Lee Konitz is one of the most important musician of the jazz history, with a very long carrier, he played with all the best jazz musician and he has taken part of the “jazz revolution” of the 50s.

Konitz is born in Chicago, the 13th of October 1927. He is a composer and sax player. In the 40s Konitz starts is carrier and to collaborate with the piano player Lennie Tristano, a fellow citizen.

Konitz made his first records with Claude Thornhill orchestra, so he meets two others important musician: Gil Evans and moreover Miles Davis.

In 1949 he teamed up with Miles Davis group for a couple of weeks and again in 1950 to record ‘Birth of the Cool’.

In the meantime Lee Konitz continue to collaborate with Tristano, in 1952 he starts to play as guest soloist with Stan Kenton Orchestra and also, most important, with is alter-ego Warne Marsh.

From the 60s Konitz chose to follow a solo carrier, playing sometimes with local group, but working also with important musicians, keeping on having a success that lasts for years.

A little interview to Lee Konitz made in Castiglione della Pescaia after a concert.
Q. Something about the so-called jazz revolution. You have had a lead role in this revolution with Miles Davis and others. How come that the jazz started to change?

A. It’s constantly change. It’s the name of the game: to continue to change. I try to change everyday a little bit that way to keep it interesting.

Q. I heard that you have a method of improvising, a Lee Konitz Method, how does it work?

A. I just talk about learning the melody, playing variation on the melody until have a new melody. Instead of starting immediately with a new melody and then continue to develop, which is very difficult. So you have a basic song to play around for a long time until you have a beautiful sound, then you can touch the notes etc.

Q. It is a ten steps method.

A. That’s what I am saying. You put a new melody, a little bit of a new melody and some more. Just to give a picture.
Q. After all this time with the music, you played at the top of the music, what are the new feels to discover to play for.

A. Every situation I getting in to, like this tonight it is a new situation, I try to play a new music as much as possible. I go to New York and play with My Nanette, play a special arrangements. And a I have string quartet recorded. I recorded with a big band in Portugal. So there are many situations and they are all very musical I think.
Q. What are the feelings that the music is giving to you after all this time?

A. I feel blessed to be able to continue to this . It’s what I can do best in this life and I appreciate to have to it.
Q. Between jazz music and pop music. In Italy everything that comes from the USA it is almost this.

A. Shit music! I am not a pop music fan. I only have so much time and my only listening is mostly classical music and my favourite kind of jazz music.

Q. Your concert are always full of people, it means that good music it s still going on.

A. There is a small audience for acoustic music, I like to think of it. I like to play acoustically and I like when the rest of the band does. Sometimes they can’t: piano can’t be heard in a big outdoor situation, bass was too loud for example. Things like that, but we try to get this acoustic as possible. Most of the times I will play completely acoustic and there are a small number of people who appreciate. Not that big: a hundred, two hundreds, so it’s a small audience.

Q. Why you came here in this little village in the middle of Italy?

A. My wife’s brother lives here. And he had an art with a little of his paintings and he ask me to play that and after invited me to do that he arranged the first play here, invited the rhythm section come down from Rome and it is very nice for three days.

Q. Do you like this place?

A. I enjoyed it, but I like to go tomorrow: three days it is enough

Q. Italian jazz music. We have a group of people that is growing up, they went to States to play. Do you know some of them?

A. I know Battista a little bit and Giuliani. Bollani I like very much. Saxophone players are good but they are too exhibitionists for me. And the great marvellous piano player Pierannunzi and there are fine musicians, yes .

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Intervista a Lee Konitz -Lee Konitz è uno tra i più grandi musicisti nella storia del jazz

Una carriera lunghissima, ha suonato con tutti più grandi jazzisti ed ha fatto parte della “jazz revolution” degli anni ’50.  ( all’interno anche Interviw in English version)…

Lee Konitz è  nato a Chicago, il 13 ottobre 1927 è un sassofonista e compositore. Negli anni ’40 Konitz inizia a collaborare con il pianista Lennie Tristano suo concittadino.

Le prime incisioni sono con l’orchestra di Claude Thornhill dove conosce altri due importanti musicisti: Gil Evans e soprattutto Miles Davis.

Nel 1949 suona con il gruppo di Miles Davis per un paio di settimane e di nuovo nel 1950 per registrare Birth of the Cool.

Nel frattempo Konitz continua la sua collaborazione con Tristano, nel 1952 entra come guest soloist nell’orchestra di Stan Kenton, e soprattutto inizia a lavorare con il suo alter-ego Warne Marsh.

Dagli anni ’60 Konitz ha scelto la carriera di solista, suonando spesso con gruppi locali, ma lavorando anche grandissimi musicisti, continuando ad avere un successo che si mantiene negli anni.

Una piccola intervista a Lee Konitz fatta  a Castiglione della Pescaia dopo un concerto.

D. Una domanda sulla cosiddetta rivoluzione del jazz. Lei è stato uno dei protagonisti di questa rivoluzione con Miles Davis e altri. Come è successo che il jazz ha iniziato a cambiare?

R. Cambia continuamente. E’ il nome del gioco: continuare a cambiare. Io cerco di cambiare tutti giorni un po’ in quel modo per continuare a mantenerlo interessante.

D. Ho sentito che lei ha un metodo di improvvisazione, un Metodo Lee Konitz, come funziona?

R. Si tratta di imparare la melodia, suonare le variazioni sulla melodia, fino a quando non si ottiene una nuova melodia. Invece di partire immediatamente con una nuova melodia e poi continuare a svilupparla che è davvero difficile. Cosi c’è una canzone di base, da suonare a lungo, fino a quando si ottiene un bel suono, che si possono toccare le note, ecc.

D. E’ un metodo a dieci livelli.

R. Esattamente. Si suona una nuova melodia, un poco di più di una nuova melodia e cosi via. Tanto per dare un quadro.

D. Dopo tutto questo tempo con la musica, lei ha suonato al top della musica, quali sono le nuove sensazioni da scoprire, per le quali suonare.

R. Ogni situazione nella quale vengo coinvolto, come questa stanotte, cerco di suonare nuova musica più che posso. A New York suonerò con My Nanette, è sarà  un arrangiamento speciale. E poi ho registrato con un quartetto d’archi. Ho registrato con una big band in Portogallo. Dunque ci sono molte situazioni e sono molto legate alla musica, mi pare.

D. Quali sono le sensazioni che la musica le da dopo tutto questo tempo?

R. Mi sento fortunato di essere in grado di poter continuare tutto questo. E’ ciò che posso fare meglio in questa vita e apprezzo di poterlo avere.

D. Tra jazz e musica pop. In Italia tutto ciò  che viene dagli USA sembra essere questo.

R. Musica orrenda! Non sono un fan della musica pop. Ho molto tempo e ciò che ascolto è soprattutto musica classica e il mio jazz preferito.

D. Ai suoi concerti partecipa molte gente, questo significa che la buona musica funziona ancora.

R. C’è un pubblico ristretto per la musica acustica, mi piace pensare cosi. Mi piace suonare acusticamente e mi piace quando lo fa anche il resto del gruppo. A volte non possono: il piano non può essere udito in una situazione all’aperto, il basso è troppo alto. Cose cosi, ma proviamo a farlo nel modo più acustico possibile. Quasi sempre suono acusticamente e c’è un piccolo numero di persone che apprezza. Non è cosi grande: 100-200 persone, dunque è un pubblico ristretto.

D. Come è capitato qui in questo piccolo paese nel mezzo dell’Italia?

R. Il fratello di mia moglie vive qui. Ha fatto un vernissage con i suoi quadri e mi ha chiesto di suonare e dopo avermi invitato a farlo a organizzato il primo concerto, ha invitato la sezione ritmica che viene da Roma ed è stato molto bello in questi tre giorni.

D. Le piace questo posto?

R. Mi sono divertito, ma è bene partire domani: tre giorni sono abbastanza.

D. La musica jazz italiana. Abbiamo un gruppo di persone che sta crescendo, sono stati negli USA a suonare. Conosce qualcuno di loro?

R. Conosco Battista un po’ e Giuliani. Bollani mi piace molto. I sassofonisti sono bravi ma troppo esibizionisti per me. E poi c’è il grande meraviglioso Pierannunzi e, si, ci sono bravi musicisti.

Published for/pubblicato per: www.italoeuropeo.co.uk

Direct link: http://www.italoeuropeo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2485:intervisaa-a-lee-konitz-lee-konitz-e-uno-tra-i-piu-grandi-musicisti-nella-storia-del-jazz&catid=57:musicmusica&Itemid=213

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Written by davidfranchi

November 12, 2010 at 11:56 pm

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